AREA CIMITERIALE
Grazie alla collaborazione con la Provincia di Cuneo, che ha messo a disposizione l’area in comodato d’uso e contribuito alla sua realizzazione, è nato il cimitero per animali d’affezione nel Comune di San Michele Mondovì (CN)
Un luogo speciale, pensato per custodire ciò che non si perde mai davvero: il legame con i nostri animali. Chi ha condiviso la propria vita con loro sa quanto siano parte della famiglia. Per questo poter offrire una sepoltura dignitosa, avere uno spazio in cui tornare, fermarsi, ricordare, è un gesto importante, profondo, necessario.
Non si tratta solo di un servizio, ma di un modo per continuare a prendersi cura di chi ci ha dato affetto incondizionato. Un luogo dove il distacco diventa un ricordo vivo, dove è possibile tornare, portare un fiore, ritrovare una presenza che non c’è più ma che resta, in qualche modo, sempre accanto a noi.
Il cimitero nasce proprio per offrire questo: uno spazio dedicato, rispettoso e accessibile, dove salutare il proprio animale e mantenere nel tempo un legame fatto di memoria e gratitudine.
Il servizio è aperto anche a chi si prende cura delle colonie feline: i volontarii potranno dare qui una degna sepoltura alle ceneri dei mici accuditi negli anni. Inoltre, è prevista la possibilità di stipulare convenzioni con i Comuni per la gestione delle spoglie di animali domestici rinvenuti sul territorio.
Il cimitero è attivo, anche se ancora poco conosciuto: per continuare a crescere ha bisogno di essere scoperto, utilizzato e sostenuto da chi riconosce il valore di questo servizio.
Alternative oggi disponibili
In assenza di un luogo dedicato, le opzioni sono generalmente poche:
- rivolgersi al veterinario per la cremazione, che può essere collettiva oppure singola con restituzione delle ceneri;
- conservare le ceneri in casa oppure disperderle, dove consentito;
- occuparsi personalmente della sepoltura.
In quest’ultimo caso, è importante sapere che la sepoltura deve avvenire nel rispetto delle norme: su terreno di proprietà o con autorizzazione, lontano da abitazioni e corsi d’acqua, e con una profondità adeguata (generalmente almeno 1–1,5 metri), per garantire sicurezza e igiene. È inoltre possibile utilizzare una modesta quantità di calce, utile a contenere odori e favorire il processo naturale, evitando però eccessi.
Per informazioni e contatti: 328 8866491
Perché l’amore che ci hanno donato non si esaurisce con un addio: merita un luogo, un tempo, e un ricordo che continui a vivere.




09 agosto 2014
INAUGURAZIONE AREA CIMITERIALE










LILLY
T’ho seppellita oggi, mia povera lilly, tutta scarmigliata, come un ciuffo
di garofanina bianca a San Giovanni.
Ma per me sei ancora quel pugno di cane, che rotolava sopra al mio sonno,
cercando la mano per giocare.
Per te che non c’era mai stata una culla, era giusto che non ci fosse neppure
una tomba.
Ma qui, dove l’ombra scuote il tappeto verde dei miei monti, io ho spaccato la
coperta di rugiada per farti un po’ di posto dentro la terra.
E’ tanto piccolo lo spazio che tu porti via anche da morta. Ed io t’ho seppellita
raspando con l’unghia del dolore e ti ho benedetta, con l’acqua dei miei occhi.
Perchè nessuno- nessuno-neanche un cane, vuol essere da morto, solo il vento
che gli ha arruffato il pelo
e solo il pane che ha mangiato nel piatto della mano amica.
Adesso, sopra il tuo respiro mozzato di bastardo, è almeno rimasta una zolla
alta come un monumento
ed un collare rosso appeso al chiodo del mio cuore.
Pino Bartoli

LA LEGGENDA DEL PONTE DELL’ARCOBALENO
Secondo un’antica leggenda degli Indiani d’America, quando muore un’animale, va verso il ponte dell’arcobaleno, dove trova cibo, acqua ed altri animali. Resta in quel posto meraviglioso, sino al giorno in cui lo raggiunge il suo amico umano, per poi attraversare insieme il ponte e restare uniti per sempre…
Anche i cani vanno in Paradiso
Un uomo camminava per una strada con il suo cane,quando ad un tratto si rese conto di essere morto.
Il cane che gli camminava al fianco era il suo amato cane, morto anni prima di lui. Stupito da questa rivelazione, si chiese dove li portasse quella strada.
Dopo un poco giunsero a un alto muro bianco che costeggiava la strada e che sembrava di marmo. In cima a una collina s’interrompeva in un alto arco che brillava alla luce del sole. Quando vi furono davanti, l’uomo vide che l’arco era chiuso da un cancello che sembrava di madreperla e che la strada che portava al cancello sembrava di oro puro. Con il cane s’incammino’ verso il cancello, dove a un lato c’era un uomo seduto a una scrivania.
Arrivato davanti a lui, gli chiese:
– Scusi, dove siamo?
– Questo è il Paradiso, signore, – rispose l’uomo.
– Uao! E non si potrebbe avere un po’ d’acqua?
– Certo, signore. Entri pure, dentro ho dell’acqua ghiacciata.
L’uomo fece un gesto e il cancello si aprì.
– Non può entrare anche il mio amico? – disse il viaggiatore indicando il suo cane.
– Mi spiace, signore, ma gli animali non li accettiamo.
L’uomo pensò un istante, poi fece dietro front e tornò in strada con il suo cane.
Dopo un’altra lunga camminata, giunse in cima a un’altra collina, su una strada sterrata che portava all’ingresso di una fattoria, un cancello che sembrava non essere mai stato chiuso.
Non c’erano recinzioni di sorta.
Avvicinandosi all’ingresso, vide un uomo che leggeva un libro seduto contro un albero.
– Mi scusi, – chiese. – Non avrebbe un po’ d’acqua?
– Sì, certo. Laggiù c’ è una pompa, entri pure.
– E il mio amico qui? – disse lui, indicando il cane.
– Vicino alla pompa dovrebbe esserci una ciotola.
Attraversarono l’ingresso ed effettivamente poco più in là c’era un’antiquata pompa a mano, con a fianco una ciotola.
L’uomo riempì la ciotola e diede una lunga sorsata, poi la offrì al cane. Continuarono così finché non furono sazi, poi tornarono dall’uomo seduto all’albero.
– Come si chiama questo posto? – chiese il viaggiatore.
– Questo è il Paradiso. – gli rispose l’altro.
– Be’, mi scusi, ma non mi è chiaro. Laggiù in fondo alla strada uno mi ha detto che era quello, il Paradiso.
– Ah, vuol dire quel posto con la strada d’oro e la cancellata di madreperla? No, quello è l’Inferno.
– E non vi secca che usino il vostro nome?
– Affatto. Anzi, ci fa comodo che selezionino quelli che per convenienza lasciano perdere i loro migliori amici.
di Helma Schneider
